Il regolamento Enac droni da 300 grammi (1°parte)

 Il regolamento Enac droni da 300 grammi (1°parte)

Quali sono le regole ad oggi, Ottobre 2019, per volare con i famosi droni trecentini?

Con questo articolo spero di fare chiarezza sull’argomento dei droni 300gr, almeno fino al prossima edizione del Regolamento Enac (ora siamo all’edizione 2 del 21 Maggio 2018), visto anche il momento delicato di transizione fino all’entrata del nuovo regolamento europeo EASA in data1° Luglio 2020.

Attualmente le categorie che accolgono questo tipo di droni sono sia la Ricreativa (o Ludica) che, come già sappiamo, è stata rinominata Open category all’interno del nuovo prossimo Regolamento EASA, che quella professionale se il pilota é critico.

Al momento Enac, come già accennato in apertura, non ha ritenuto di emanare un’edizione transitoria del Regolamento tale da ammortizzare le nuove regole europee, per cui tuttora le regole vigenti sull’argomento rimangono quelle chiarite dalledizione attuale regolamento (21 Maggio 2018).

Pertanto partiamo dal regolamento Enac per analizzare questi droni. Nell’attuale Regolamento troviamo una serie di dettagliate informazioni sulla famiglia famosa di droni.

Nella Sezione I all’art. 1 comma 4 si chiarisce il concetto di Aeromodelli, e la Sezione VII è completamente dedicata a questa categoria delimitandone i limiti operativi. Alla Sezione II art. 12 comma 1 si definiscono i droni APR sotto il peso di 2Kg come inoffensivi, ovvero i droni che rientrano negli scenari delle Operazioni non critiche dettate dall’art.9 del Regolamento della stessa sezione (a meno che il drone non sia dichiarato su Enac per scenari critici standard).

Quindi se usiamo un drone da 300gr per scopo ludico (non professionale) gli scenari sono quelli non critici; ben diversa è la situazione se vogliamo impiegare questo tipo di droni per lavorare in scenari critici a scopo professionale.

Attualmente il regolamento attuale consente alla categoria Ludica di volare ad una distanza di 200 metri con un altezza massima di 70 metri, chiaramente a vista in VLOS, quote che sappiamo bene saranno modificate con il regolamento Easa di Luglio e già migliorate nellATM-09 a 120 metri per gli operatori critici.

Recentemente, infatti, è entrata in vigore la circolare ATM-09 emanata con la conseguente sospensione dei commi 2, 4, 5 e 6, dell’articolo 24 del Regolamento ENAC. Si tratta della regolamentazione delle quote di volo intorno alle ATZ e ai CTR, che per ora, viene applicata solo ai piloti professionali che volano con droni registrati in scenari critici standard.

La differenza tra l’attività professionale e non fa scattare alcune regole di base per l’utilizzo professionale del drone APR che vengono elencate nell’ art. 12 comma 5 (operazioni specializzate con Apr di peso 0,3 Kg):

  • Essere un operatore professionale riconosciuto
  • Assicurazione obbligatoria
  • Targhetta dettagli operatore su APR

Quindi da questo articolo si evince che per pilotare un drone di peso inferiore o o uguale a 300 grammi non é necessario l’attestato di pilota APR, ma come abbiamo visto per lavorare ci si deve registrare e assumersi, durante la “procedura” di registrazione, la responsabilità di conoscere le Regole dell’Aria di Enac.

Quindi da una parte non devo avere l’attestato ma in qualche modo occorre studiarsi e conoscere  bene le regole di comportamento di pilotaggio remoto.

Come abbiamo già osservato, nella Sezione VII del regolamento, nelle ATZ, nei CTR e nelle aree regolamentate e zone proibite, oggi come oggi i droni trecentini non possono volare in quanto sono aree dedicate agli operatori che esercitano in scenari critici standard. Un domani, alla luce del nuovo regolamento europeo, quindi dal prossimo Luglio, anche i trecentini, (anche la nuova soglia annunciata di 250gr A1 C0), potranno volare in queste aree rispettando, chiaramente, le quote dei nuovi rettangoli (ATM-09) delimitanti le nuove ATZ degli aeroporti (è tutto in divenire, aspettiamo conferme).

Tornando alle attuali regole imposte dal regolamento Enac, questa categoria dei droni ricreativi trecentini non prevede nessuna “dichiarazione di scenari standard”ma solo la “registrazione”on line sul portale D-flight di Enav (quando sarà di nuovo possibile) per ottenere il QR code da applicare sul drone.

D-Flight, sarà sempre più un punto di riferimento per tutti i piloti APR. Infatti sul suddetto portale convergeranno le indicazioni per le tre nuove categorie future ideate da Easa: la Open, la Specific (futura erede del Critico) e la Certified. Su questo si potranno effettuare le registrazioni, le dichiarazioni per i droni destinati agli scenari professionali critici, e per ultimo ma primo per l’importanza, la consultazione delle mappe di volo per verificare in anticipo la fattibilità delle nostre missioni in tutta sicurezza, aggiornate con le quote consentite in ogni territorio.

La nuova categoria Open sarà quella più ricca di novità e di cambiamenti rispetto alle attuali regole. Infatti, nella Open, tra le altre cose, saranno introdotte varie classi di droni C0/C1 a seconda del peso con tre tipi di categorie A1 A2 A3.

Inoltre, nuove disposizioni comuni alle due categorie saranno:

  • Identificazione elettronica dei droni tramite microchip
  • Analisi dei rischi Sora (per operazioni critiche in Vlos e la nuova regolata Bvlos se non si sono dichiarati gli scenari standard)
  • Nuovi scenari standard per il volo Bvlos
  • Volo autonomo

Ne vedremo delle belle! 

Aspettiamo la nuova edizione del regolamento, e ci riaggiorniamo!! 

Buon volo Piloti! 

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