La Fotogrammetria e la sua evoluzione nel tempo fino al rilievo con il drone APR

La Fotogrammetria, la sua evoluzione nel tempo fino al rilievo con il drone APR

Si parla tanto di Fotogrammetria tramite drone APR, ma come mai sta diventando uno strumento molto usato tra i professionisti del settore edile?

 Ricordiamo il significato del termine:

la Fotogrammetria comprende un insieme di tecniche che, partendo dalle fotografie di un oggetto, consentono di definire la forma (qualunque sia la dimensione) e di collocarlo nello spazio.

Storicamente, le prime testimonianze dei primi accenni di approccio al termine fotogrammetria ci sono stati nel 1700 circa, dove l’ingegner Cappeler la adottò per i primordiali scopi topografici. Il sistema nel tempo fu studiato, evoluto e anche migliorato nel tempo anche da altri studiosi.

Successivamente, i momenti più importanti nella storia della si ebbero con l’invenzione dello Stereocomparatore di Pulfrich, che consentiva di individuare con buona precisione i vari punti dell’oggetto rilevato e di ricavare le opportune misure; nel ‘900 un sistema simile prese il nome di Stereoautografo che consentiva, mediante un sistema di leve, di ottenere una restituzione automatica.

Dopo la prima guerra mondiale non fu difficile intravedere la possibilità di utilizzare le foto delle ricognizioni aeree per scopi topografici; nacque cosí la fotogrammetria aerea.

Con lo sviluppo delle tecniche non mancarono certamente gli studi teorici da parte di illustri matematici sulle proprietà geometriche delle potenziali fotografie che poi fornirono le basi alla moderna fotogrammetria.

Quindi la Fotogrammetria nel vero senso della parola è nata contemporaneamente alla fotografia come applicazione della topografia per studiare i rilievi di zone impervie e inaccessibili, proprio per la sua semplicità e rapidità di acquisizione delle immagini.

Fortunatamente oggi, con la diffusione degli elaboratori e con lo sviluppo dei computers grafici, questa metodologia è diventata praticamente accessibile a tutti, ma soprattutto ai tecnici professionisti.

L’evoluzione si sta orientando verso le tecniche digitali che trovano terreno fertile sia in fase di ripresa dei fotogrammi, attraverso l’uso di fotocamere digitali e strumenti di misura di moderna generazione, sia in fase di restituzione e ricostruzione dei modelli virtuali, attraverso software di modellazione sempre più all’avanguardia.

La Fotografia aerea, come abbiamo accennato, è nata per esigenze militari destate dall’urgenza del momento. In un secondo momento si è applicata dalle esigenze di riordino del  territorio Nazionale dopo le guerre mondiali, prima con aerei dotati di apparecchiature fotografiche mastodontiche, poi nel tempo sempre più piccole e maneggevoli.

L’egemonia della Fotografia aerea su larga scala ha subito un arresto per certi versi ai tempi con l’avvento di quella Satellitare, con il mondo web di Google, lasciando, negli anni 2000, a quella aerea solo nicchie di mercato per focus specifici sul territorio.

Dopodichè, ecco l’arrivo dei Droni APR al servizio!

Anche i Droni hanno avuto nella Fotogrammetria una loro gestazione e successiva maturità perché all’inizio non si è subito intuito la potenzialità di poter eseguire fotografie e video da un drone. Tutto ha bisogno di tempo!

Oggi, per la Fotogrammetria con Drone, siamo in un momento di grande maturità sotto tutti i punti di vista: hardware e software.

Lato hardware i droni (multicottero o ad ala fissa) stanno diventando sempre più piccoli (droni trecentini) e dotati di apparecchiature fotografiche all’avanguardia che danno la possibilità di avere una qualità totale. In questo modo i droni possono adattarsi a tutti gli ambienti, urbani e non urbani per eseguire qualsiasi ispezione.

I benefici per i tecnici professionisti tradotti in risparmi economici per lavorare a certi progetti legati al territorio sono quindi tanti e possono essere applicati a vari settori:

  • Architettura
  • Ingegneria
  • Geologia
  • Agricoltura

Questi settori hanno in comune l’esigenza di studiare, magari da punti di vista diversi, il proprio territorio per ottenere informazioni peculiari per la propria prospettiva lavorativa e ottenere questi modelli diversi:

  •  ORTOFOTO
  • MODELLO 3D
  • NUVOLA DI PUNTI
  • DEM (DSM e DTM)
  • CURVE DI LIVELLO
  • SEZIONI
  • PROSPETTI

Ogni tipo di modello sopra elencato offre una visuale diversa a seconda delle informazioni che si necessitano.

L’Ortofoto

è una fotografia aerea che è stata geometricamente corretta e georeferenziata in modo che la scala di rappresentazione sia uniforme, equivalente a quella identificabile su una carta geografica.

 Il Modello 3D

Il modello 3D è una rappresentazione matematica di un oggetto in forma tridimensionale.

 La Nuvola di Punti

La nuvola di punti è un insieme di punti, come rappresentazione di strutture tridimensionali, ognuno dei quali con una  posizione geografica, valori di intensità in colore e profondità.

 DEM (DTM E DSM)

Il DEM (Digital Elevation Model) è un modello digitale di rappresentazione della distribuzione delle quote di un territorio in formato digitale. E’ composto dal DTM e dal DSM.

Il DTM (Digital Terrain Model) rappresenta il modello digitale del terreno, mentre il DSM (Digital Surface Model) riproduce l’andamento della superficie o delle superfici. 

 Le Curve di Livello

La curva di livello è quella curva che unisce punti con uguale distanza verticale dal piano di riferimento al quale è stato attribuito quota zero.

Le Sezioni

Creare le Sezioni significa sezionare, tagliare un pezzo con un piano, e disegnarne la proiezione della parte tagliata.

 I Prospetti

Il prospetto è una rappresentazione grafica di un oggetto o di un edificio. Il prospetto di un edificio si ottiene come proiezione ortogonale eseguita su un piano verticale.

Come in tutte le cose bisogna fare i conti con la regolamentazione Enac in questo caso che gestisce oggi come oggi (dal 1° di Luglio l’Europea Easa) le regole del volo dei droni APR.

Sotto il punto di vista normativo per poter pilotare un drone a titolo professionale non basterà avere gli attestati Enac, ma occorrerà acquistarlo, assicurarlo, e mantenerlo tramite le prescrizioni dettate dal portale di Enav D-flight.

I tecnici professionisti potranno quindi arrivare a questi risultati tramite due strade entrambe percorribili:

  • Mettersi nelle mani di un pilota che lo fa per lavoro

Dipende dalla mole di lavoro che un professionista ha in carico perché fare anche il pilota è fare anche un altro lavoro!

A prescindere da ciò, dopo il lavoro di pilotaggio remoto tramite drone APR occorre lavorare alle immagini incamerate con le missioni con il drone, altro lavoro impegnativo!

Infatti esistono società che fanno solo questo lavoro: elaborare le immagini da remoto e fornire il modello che occorre servito su un piatto d’argento!

Buon lavoro a tutti!